Giappone Non solo sushi. Il ramen, il tonkatsu, l'okonomiyaki, il kaiseki, la tempura, il wagyu: ogni regione ha la propria tradizione. La cultura del cibo giapponese è una forma di rispetto quasi religiosa per l'ingrediente.
Messico La cucina messicana è patrimonio UNESCO dal 2010. Mole, tamales, chiles en nogada, tacos al pastor, tlayudas, ceviche: non esiste la versione tex-mex, esiste quella vera.
India Impossibile da sintetizzare: ogni stato ha una cucina autonoma. Il Kerala con il cocco e il pesce, il Punjab con i curry cremosi, il Rajasthan con le lenticchie e il pane tandoor. Le spezie non sono un dettaglio, sono il messaggio.
Marocco Tajine, couscous, bastilla al piccione, harira, corne de gazelle: una cucina che mescola Mediterraneo, Sahara e Andalusia. I souk delle spezie di Marrakech sono già un'esperienza sensoriale completa.
Libano La cucina levantina nel suo apice: hummus appena fatto, falafel croccante, kibbeh, fattoush, meze infiniti. Beirut era la capitale gastronomica del Medio Oriente e mantiene quella memoria.
Spagna Non solo paella (che tra l'altro è di Valencia, non di tutta la Spagna). I pintxos baschi, il jamón ibérico de bellota, la cocina de vanguardia di San Sebastián, il mercato de la Boqueria a Barcellona: una cultura del mangiare e del bere straordinariamente vivace.
Thailandia Pad thai, som tam, massaman curry, khao man gai, mango sticky rice: la cucina di strada thailandese è tra le più complete e accessibili al mondo. Il cibo si mangia fuori, a tutte le ore, con i vicini.
Vietnam Pho a colazione, banh mi al pranzo, bun bo Hue a cena: ogni città ha i suoi piatti. Hoi An è forse la città gastronomica più interessante del Sud-Est asiatico.
Perù Lima è oggi considerata la capitale gastronomica dell'America Latina. Ceviche, lomo saltado, causa, anticuchos, tiradito: una cucina nata dall'incontro tra culture indigene, spagnole, africane e asiatiche.
Francia Inevitabile. Non per i cliché, ma per la profondità: ogni regione ha la propria identità gastronomica irriducibile. La Normandia non mangia come la Provenza, che non mangia come l'Alsazia. E il pane è davvero diverso.